Giovani generazioni di migranti nel rapporto ISTAT

Presentato qualche giorno fa il rapporto ISTAT 2016 sulla situazione del Paese. Il lungo paragrafo 2.5 (che inizia a pagina 90) è dedicato alle “Giovani generazioni di migranti”. Questa parte del rapporto si concentra in modo particolare sulla seconda generazione, precisando che “La seconda generazione in senso stretto è costituita solo dai nati da genitori stranieri nel Paese di accoglienza. Essa è però spesso intesa, in senso lato, come un insieme composito di ragazzi con diverso background migratorio: sia nati in Italia, sia arrivati prima della maggiore età”.
Riportiamo di seguito alcuni dati partindo dal fatto che, dal 1993 al 2014, secondo l’ISTAT, in Italia sono nati quasi 971mila bambini appartenenti alla seconda generazione in senso stretto, con una tendenza alla crescita che si è invertita negli ultimi due anni.

“Dal punto di vista dello stock di popolazione, attualmente i nati in Italia rappresentano il 72,7% dei ragazzi stranieri con meno di 18 anni:[…]”.

“Per quanto riguarda i ragazzi stranieri che frequentano le scuole secondarie il 30,5% è nato in Italia e il 23,5% è entrato prima dell’età di inizio della scuola primaria. Il 26.2% è arrivato tra i 6 e i 10 anni e il 19.9% a 11 anni e più”.

“L’analisi dei soli minori stranieri non consente, però di considerare tutti i giovani con un background migratorio che vivono nel nostro Paese; negli ultimi anni sono, infatti, rapidamente aumentati di numero i cittadini stranieri che ogni anno diventano italiani, passati da poco più di 56 mila nel 2011 a quasi 130 mila nel 2014 (+131 per cento). In particolare nell’ultimo anno ha acquisito la cittadinanza italiana il 2.6% del totale dei cittadini stranieri residenti al 1° Gennaio 2014”.

Al di là degli aspetti squisitamente formali sulla cittadinanza, affrontati anch’essi dal rapporto e per i quali facciamo rimando ad altra pagina di questo sito, è interessante ed importante anche vedere la percezione identitaria che riguarda i minori figli di migranti in Italia. L’Istituto di Statistica evidenzia come “Nella percezione dell’appartenenza, gioca un ruolo non secondario l’età di ingresso in Italia. Tra i ragazzi arrivati dopo i 10 anni si sente straniero più di uno su due (quasi il 53 per cento), mente solo il 1 per cento si sente italiano. Per i nati in Italia la percentuale di chi si sente straniero si riduce al 23,7 per cento, mentre sale al 47,5 per cento quella di coloro che si percepiscono italiani, Valori simili a quelli riscontrati per i nati in Italia si osservano anche per i nati all’estero purchè arrivati prima dei 6 anni. Le collettività dell’Asoa e dell’America Latina sono quelle per le quali si registrano le quote più alte di ragazzi che si sentono stranieri: Cina 42,1 per cento, Ecuador 39,5 per cento, Perà 38,9 per cento e Filippine 38,5 per cento. Nel caso di Cina, Filippine ed Ecuador anche tra i nati in Italia sono pochi coloro che si sentono italiani”.

“Per tutte le generazioni migratorie, la “sospensione” dell’identità riguarda oltre il 25 per cento dei ragazzi. La quota di indecisi è più elevata tra i nati all’estero entranti tra 6 e 10 anni (31,2 per cento), ma anche tra i nati in Italia la percentuale sfiora il 29 per cento”.

“Come è noto dalla storia di altri paesi di immigrazione, la realizzazione di una società multiculturale, a basso livello di conflittualità, passa attraverso l’effettiva integrazione degli immigrati con particolare attenzione per le seconde generazioni”.