Le seconde generazioni non hanno diritto di scegliere

Il Rapporto ISTAT 2016, nel paragrafo che parla della situazione dei migranti in Italia, sottolinea un aspetto particolarmente problematico della situazione legislativa italiana. Citiamo: “Gli spazi di decisione autonoma che la vigente normativa lascia alle seconde generazioni sono molto limitati. Attualmente i minori stranieri possono acquisire la cittadinanza per trasmissione del diritto da parte dei genitori. L’inica finestra per una decisione autonoma è quella data ai nati nel nostro Paese al compimento del diciottesimo anno di età, se dalla nascita sono stati in maniera continuativa residenti in Italia. Inevitabilmente, quindi, il comportamento dei ragazzi tra 0 e 18 anni ricalca quello della collettività di appartenenza. Sono sostanzialmente i genitori a decidere per loro”.

Per quanto relativo possa essere l’interesse a questo riguardo di coloro che leggono questa pagina, val la pena di notare come l’ISTAT sottolinei che sono soprattutto cinesi e filippini ad ottenere la cittadinanza italiana per scelta al compimento del diciottesimo anno di età.

Abbastanza scontato che, come in ogni caso ricorda l’ISTAT, “nella decisione di acquisira la cittadinanza ha un notevole peso la normativa vigente nel paese di provenienza. La scelta di acquisire una cittadinanza diversa è particolarmente difficile per coloro che vengono da paesi che non riconoscono la doppia cittadinanza”.